Intervista a Nicolò Franceschini

I: Nome e Cognome 

N: Nicolò Franceschini

I: Età

N: Ventinove anni

I: Parrocchia di provenienza

N: San Pietro di Lavagno

I: A che anno di seminario sei?

N: Al terzo di sei

I: Sei felice di essere in seminario?

N: Ma certo! Devo dire la verità, quattro anni fa non lo avrei detto con questa gioia, e forse non l’avrei proprio detto, ma ogni giorno che passa sono sempre più convinto. La vita di comunità in seminario è una delle opportunità più grandi che ho mai ricevuto. Mi sta formando uomo e uomo di relazione.

I: Perché sei entrato in seminario?

N: Voglio qualificare la mia vita scommettendo tutto su quella relazione che l’ha riempita di senso, su un Dio che mi è affianco e mi insegna la Verità, paradosso magnifico e segreto prezioso: la nostra vocazione, quello a cui ci chiama Dio, la ricetta per la felicità è l’essere strumenti di Cristo! Se mi disinteresso del mio successo, mi metto serenamente nelle Sue mani, Lui allora penserà a tutto, e senza accorgermi avrò fatto nascere Cristo nel mio Cuore, e la mia vita sarà un successo.

I: È stato facile entrare?

N: No, ma non nel senso di fatica vera e propria, piuttosto nel senso di vincere la paura. Paura che Dio ti chieda un braccio se gli dai una mano, paura che Dio sia uno che si approfitta della tua disponibilità. Ma la verità è che Dio non tradisce mai! Dio vuole e opera solo per il nostro Bene e affidarsi a Lui è la cosa più bella che si possa fare, è il segreto della felicità in questa vita e la sua pienezza.

I: Venerdì in Cattedrale dirai il tuo primo SI con il Rito di Ammissione agli Ordini Sacri. Come ti stai preparando per questo momento importante?

N: Mah, ho tirato fuori il vestito della laurea, l’ho spolverato, trovato camicia e cravattino tattico… Nah, scherzoni a parte, nulla nel senso di “fare” qualcosa a posta per l’occasione. E questo è il bello! Ha fatto e fa tutto il Signore! Lui si è preso cura di noi (penso di poter parlare anche a nome dei miei compagni) in un modo bellissimo. Il Signore ci ha fatto percepire quanto desideri e apprezzi il nostro libero andargli incontro, e più è incondizionato il nostro offrirci a Lui, più forte nel nostro cuore si fa sentire la gioia incredibile del suo amore. Abbiamo sperimentato davvero come il Signore si prenda cura di noi ad ogni passo del nostro cammino, come ogni fratello con cui viviamo e persona che incontriamo sia una parola che Dio ci rivolge, segno concreto di quanto si occupa e preoccupa di noi. Ecco…quindi non ho fatto niente a parte coltivare la relazione con Dio con tutte le fatiche e le gioie del caso. Ma le gioie sono taaante di più!

I: Come vivi il Rito di Ammissione?

N: Con gioia! La gioia del sentirmi amato da Dio, ancor più grande poiché nella consapevolezza che non me lo merito (so bene che poraccio sono). Con emozione! L’emozione di quando si capisce di poter e voler promettere un “per sempre”, perché ci si fida, si è innamorati, si guarda negli occhi Gesù e ci si lancia senza riserve. So che Lui non mi tradirà mai, mentre io un po’ ogni giorno probabilmente; so che Lui mi porterà dove non sarei mai potuto arrivare da solo: ad amare davvero; so che lui mi renderà libero dalle mie stesse catene. Con fiducia! Nella Chiesa in cui soffia lo Spirito Santo vivo e attivo, che attraverso i suoi ministri, il vescovo e tanti fedeli, ha saputo guardare oltre l’esteriorità fragile del mio apparire e cogliere la bontà del mio percorso meglio di me stesso. Un bel panorama no? …Dio è grande!

I: Grazie per queste tue parole. Ti auguriamo un buon cammino e preghiamo fin da ora lo Spirito Santo perché scenda su di Te!

 

 

 

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