CHIARA CORBELLA

“QUALSIASI COSA FARAI AVRÀ SENSO SOLO SE LA VEDRAI IN FUNZIONE DELLA VITA ETERNA”
Testimonianza di Padre Vito D’Amato ofm sulla vita della
Serva di Dio CHIARA CORBELLA PETRILLO
In preparazione alla Festa di tutti i Santi

Programma della testimonianza:
– 20.30: APERTURA DELLA CHIESA
– 20.45: SALUTO DI DON CRISTIANO
– 20.55: CANTO DI APERTURA
– 21.00: – TESTIMONIANZA PADRE VITO D’AMATO
– VIDEO TESTIMONIANZA
– ADORAZIONE EUCARISTICA CANTATA

Sarà possibile seguire la testimonianza via YouTube. Si avvisa che una parte della testimonianza non sarà mandata in streaming. La diretta riprenderà con il momento di Worship.

Sarà attivo un servizio di baby sitter gratuito dalle ore 20:45 alle ore 22:30 in teatro parrocchiale. Chiamare in canonica, numero 045 710 0063, per iscrivere i bambini.

CHIARA
Chiara Corbella nasce a Roma il 9 gennaio 1984.
La presentiamo con le sue parole (Laboratorio della fede, Gennaio 2011).

“Mi chiamo Chiara sono cresciuta in una famiglia cristiana che sin da bambina mi ha insegnato ad avvicinarmi alla fede. Quando avevo 5 anni mia madre cominciò a frequentare una comunità del Rinnovamento dello Spirito e così anche io e mia sorella cominciammo questo percorso di fede che ci ha accompagnato nella crescita e mi ha insegnato a pregare e a rivolgermi in maniera semplice a Gesù come ad un amico a cui raccontare le mie difficoltà e i miei dubbi, ma soprattutto mi ha insegnato a condividere la fede con i fratelli che camminavano con me.
All’età di 18 anni in un pellegrinaggio incontrai Enrico e pochi mesi dopo ci fidanzammo.
Nel fidanzamento durato quasi 6 anni, il Signore ha messo a dura prova la mia fede e i valori in cui dicevo di credere.
Dopo 4 anni il nostro fidanzamento ha cominciato a barcollare fino a che non ci siamo lasciati.
In quei momenti di sofferenza e di ribellione verso il Signore, perché ritenevo non ascoltasse le mie preghiere partecipai ad un Corso Vocazionale ad Assisi e li ritrovai la forza di credere in Lui, provai di nuovo a frequentare Enrico e cominciammo a farci seguire da un Padre Spirituale, ma il fidanzamento non ha funzionato fin tanto che non ho capito che il Signore non mi stava togliendo niente ma mi stava donando tutto e che solo Lui sapeva con chi io dovevo condividere la mia vita e che forse io ancora non ci avevo capito niente!
Finalmente libera dalle aspettative che mi ero creata ho potuto vedere con occhi nuovi quello che Dio voleva per me.
Poco dopo contro ogni nostra aspettativa superate le nostre paure abbiamo deciso di sposarci.
Nel matrimonio il Signore ha voluto donarci dei figli speciali: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e una gioia sconvolgente.
Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa e che cerca di metterci paura del futuro, ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi.”

Francesco Petrillo nasce il 30 maggio 2011.
Il 3 giugno Chiara si sottopone al secondo intervento e, tornata a casa, comincia subito le cure. Ad aprile del 2012 scopre di essere una malata terminale. Trascorre le settimane che seguono insieme a suo marito in disparte e lontano dalla città, preparandosi all’incontro con lo Sposo. Sostenuti dai sacramenti amministrati quotidianamente da padre Vito, Chiara ed Enrico sono più che mai forti della fedeltà di Dio, che li ha sempre accompagnati in una misteriosa letizia.
Chiara muore a mezzogiorno del 13 giugno 2012, dopo aver detto a tutti: “Ti voglio bene”.
Il suo funerale viene celebrato tre giorni dopo nella chiesa di Santa Francesca Romana all’Ardeatino. Come per i suoi primi due figli, questa celebrazione diventa la testimonianza cristiana dell’inizio di una vita nuova.
Dopo la pubblicazione dell’Editto il 2 luglio 2018, il 21 settembre 2018, anniversario del matrimonio di Chiara e Enrico, nella Basilica di San Giovanni in Laterano si apre ufficialmente la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo.
Il cardinale vicario di Roma Angelo De Donatis durante l’apertura ufficiale descrive attraverso la vita di Chiara il modo con cui Dio ci conduce alla salvezza:
“Chiara viene percepita come una di noi e la sua vita affascina suscitando un desiderio di cambiamento e coinvolgendo tante persone.
Questo potrebbe essere una conferma del pensiero espresso da Papa Francesco quando afferma che “i Santi che già sono giunti alla presenza di Dio mantengono con noi legami di amore e di comunione. Nessuno si salva da solo come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunità umana. Dio ha voluto entrare in una dinamica popolare, nella dinamica di un popolo”.
Guardando le vicende della vita di Chiara sembra che la sua santità di cui inizieremo a verificare la consistenza raccogliendo prove documentali e testimoniali sia proprio quella di cui parla Papa Francesco.
“In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno – dice il Papa – vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità della porta accanto, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio.”
Ascoltando le persone che l’hanno conosciuta, ci si rende conto che la testimonianza cristiana di Chiara è un faro di luce, che fa quasi toccare con mano la vicinanza amorevole di Dio che è Padre e aiuta a scoprire la bellezza della Chiesa, che nella fraternità dei suoi figli e nella cura dei suoi pastori si mostra madre. Conoscendo la sua vita vediamo che Maria nella Chiesa, per opera dello Spirito, continua a generare figli di Dio, insegnando loro come custodire la parola del Padre, come comprendere il senso degli avvenimenti alla luce di questa parola, come lasciare nelle mani di Gesù la propria vita seguendone le orme, per giungere dove lui ci attende, nell’amore. Diceva Chiara:
“QUALSIASI COSA FARAI AVRÀ SENSO SOLO SE LA VEDRAI IN FUNZIONE DELLA VITA ETERNA”

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