Cavernicoli sapienti

Tra le attività dell’Estate della Parrocchia di Bovolone è stato proposto un progetto di aiuto allo studio estivo per tutti i bambini delle elementari e delle medie:

“La Caverna della Nonna”,

nome nato prendendo spunto dalla simpatica vecchietta della famiglia dei Croods, film che ha caratterizzato il GREST. L’idea alla base era quella di proporre un servizio per tutta la cittadinanza, a basso costo, quindi facilmente accessibile, di qualità, perché condotto da giovani preparati in tutte le materie scolastiche, e che andasse a soddisfare le necessità delle famiglie sia di trovare un’attività estiva per i propri figli che di supporto allo studio durante le vacanze. E la risposta da parte delle famiglie è stata splendida: 5 settimane, 69 bambini iscritti, una media di 40 presenze al giorno e 25 animatori chiamati ci hanno fatto capire che qualcosa di utile è positivo è stato fatto.

Dal 25 Giugno al 27 Luglio, dal Lunedì al Venerdì, ci si ritrovava alle 9:00 davanti al bar dei Preti dove, dopo l’arrivo dei piccoli, ci si spostava nella grande aula della Piccola Fraternità per iniziare la mattinata con un allegro bans: cantare, ballare, ripetere delle parole e mimare i gesti degli animatori davano la giusta carica a tutti per affrontare il tempo di studio successivo. Una piccola ricreazione a metà mattina precedeva un secondo momento di compiti che finiva alle 11:20 quando, messi i libri e gli astucci nelle cartelle, ci si riuniva per divertirsi insieme in giochi inclusivi, cioè dove nessuno veniva escluso e in cui non c’erano vincitori o sconfitti dato lo scopo finale di stare insieme per creare legami d’amicizia; ci si poteva, in tal modo, ritrovare a saltare la corda, a rincorrersi, a giocare con la palla o al più classico fazzoletto bandiera.

I sapienti animatori sono stati la forza di questo progetto dato il loro comune desiderio sia di far del bene ai più piccoli che di insegnare creando con loro un rapporto educativo di fiducia reciproca trasmettendogli i valori dell’amicizia e della fatica quotidiana, dell’essere responsabili e dell’impegno costante come uniche modalità per crescere in modo completo. Essi, inoltre, hanno dimostrato di avere grande fantasia e nel motivare allo studio, anche quando questo si faceva più difficile, e nel proporre bans e giochi facendo in modo che nessuno si sentisse messo da parte o non accettato dal gruppo.

Quello che ci ha colpito, in conclusione, sono stati soprattutto i sorrisi sia di chi partecipava al progetto, dai bambini agli animatori fino ai sacerdoti e alle suore che passavano a trovarci, sia di coloro che ci affidavano i bambini, i genitori che felici ci ringraziavano per ciò che stavamo facendo: nulla di speciale ma solo una proposta semplice nella quale gioco e divertimento si univano allo studio e all’impegno e dove la gioia vista e provata da tutti ci ha convinto che anche quest’anno la scommessa è stata vinta, nella Speranza che la Nonna possa tornare in futuro.

 

di Emanuele De Santis

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