La Promessa scout

Domenica 17 febbraio gli scout di Bovolone, in occasione della Giornata del Pensiero, hanno vissuto in chiesa la cerimonia della Promesse di alcuni ragazzi. Una celebrazione interamente animata da loro e condivisa con tutta la comunità parrocchiale. “Ma perché, come mai?”, ci ha chiesto qualcuno. Le ragioni sono varie e ci piacerebbe poterne  scrivere al riguardo. In realtà c’è una ragione che più di altre ci sta a cuore ed è la convinzione che senza Gesù nulla possiamo fare. Volevamo, attraverso la Promessa, incontrare (e farvi incontrare) Gesù. Volevamo fosse un momento “speciale” non solo per noi scout, ma per tutte le persone presenti alla celebrazione o in ascolto attraverso la radio parrocchiale. Il testo della Promessa scout recita: “Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio, per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per  osservare la Legge Scout.”
Quando le nostre attività (non solo quelle scout) finiscono per trovare  giustificazione in sé stesse è segno che ci dobbiamo preoccupare. È conferma che abbiamo perso l’orientamento e non sappiamo più usare la bussola per discriminare quello che realmente è importante da ciò che non lo è. Ecco, noi con la Promessa in chiesa volevamo proprio affermare che al centro di tutto c’è Gesù Cristo, il Risorto. È per lui e in lui che trova giustificazione il nostro essere e fare i Capi, il giocare dei nostri ragazzi, l’essere genitori e comunità che con i nostri sacerdoti guida e accoglie.
Mettere al centro Gesù è per noi la strada verso il successo, o per dirla come l’avrebbe detta Baden Powell, il nostro fondatore, la strada per diventare ed essere uomini e donne felici.
Sappiamo bene noi adulti quanto sia difficile mantenere una promessa. Queste note vogliono anche essere l’augurio di poter ritrovare nelle parole della Promessa scout la forza di andare avanti, con l’allegria e il coraggio dei quindici anni, nei momenti difficili, quando la testa scoppia, quando lo spirito di povertà non esiste più, quando veniamo derisi perché riconosciamo in Cristo la Verità della nostra vita.
Anni fa uno scout scriveva: “Ecco in ogni attimo della nostra vita c’è una promessa, c’è uno sforzo, non importa se sempre mantenuto. In ogni giorno, un giorno scout, dovunque, sempre, al di là delle divise, al di là di un’associazione, al di là dei livelli, al di là dei capi. La promessa è una strada, quasi mai comoda. E ciò aumenta più si va avanti con gli anni. L’avventura che una volta cercavamo nei boschi e per i monti è ogni giorno in casa, nelle strade, al lavoro, tra la gente. La promessa è ogni mattino anche quando la bocca è amara, e andrebbe di sdraiarsi a terra e di lasciare che pensino gli altri. Anche quando il muro dell’incomprensione sembra troppo grande da superare.”
E allora avanti! Noi crediamo che Gesù ci possa accompagnare e sostenere nel tratto di strada che da lui ancora ci divide.
O    Signore Gesù che hai detto: «Chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro non è degno del Regno di Dio», io sono contento della mia Promessa e non voglio tornare indietro. Ti ringrazio di avermi chiamato per questa via e ti domando l’aiuto per continuare. Quando la vita di tanti mi scoraggia e mi suggerisce di essere come tutti gli altri, tu aiutami a essere coerente. Anche se tutti sono cattivi, io voglio essere buono; anche se tutti sono dei vili, io voglio essere generoso; anche se tutti si accontentano di andar dietro all’onda, io voglio ancora camminare diritto. Preservami, o Signore, dalla malinconia senza ragione, dalla noia che tutto distrugge. Fammi brillare davanti agli occhi sempre nuove mete e fammele toccare prima che io mi stanchi per via.Amen

I Capi gruppo
Stefano e Chiara

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