BENEDICI LE NOSTRE FAMIGLIE SIGNORE

di Romina e Cristian
Benedire la propria casa significa riportare alla quotidianità la presenza di Cristo, facendolo entrare nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, nelle nostre case. La nostra fede è una fede vissuta ogni singolo giorno, non solo nelle celebrazioni, negli eventi liturgici principali o in occasione dei sacramenti che riguardano la propria famiglia. La nostra è una fede che si innerva nella quotidianità: nel nostro tempo, nel lavoro, nei momenti di svago. E quindi nei nostri luoghi di lavoro, nei luoghi che frequentiamo, e, soprattutto, nel luogo in cui viviamo: la casa. Per questo è importante dedicare un momento per riunire insieme tutta la famiglia e benedire il luogo in cui non solo passiamo – di solito – la maggior parte del tempo, ma soprattutto il luogo a cui sentiamo di appartenere, un luogo “nostro” dove esprimerci, stare con chi amiamo, accogliere gli amici e le persone care, veder crescere i nostri figli, accogliere gioie e dolori della vita. La casa ci identifica, dice chi siamo a noi stessi e agli altri che vengono a trovarci.
La casa non è un luogo sacro, ma sicuramente è un posto che dice tanto di noi; anche Gesù parla della casa alla folla, quando dice: “Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia” (Mt 7,24). Fondare la propria casa sulla roccia significa renderla salda e in grado di superare le intemperie; fondare la propria vita su Cristo significa renderla salda e in grado di affrontare le difficoltà e le fatiche dell’esistenza. Allora prendersi un momento per benedire la propria casa significa ricordare cos’è che fonda davvero la nostra vita, cos’è che conta di più di tutto il resto: il rapporto con Cristo. Infatti, la benedizione della famiglia inizia proprio con la lettura di questo versetto del vangelo di Matteo, e poi continua dando spazio e valore agli abitanti della casa e alle loro relazioni: la famiglia stessa, i ragazzi, gli anziani, i malati e anche i cari defunti. La casa, con i suoi abitanti e con chi vi fa visita, è una piccola comunità, e il rito della benedizione mette in luce anche questo aspetto di relazione e comunione.
Da ultimo, la benedizione si chiude con una sorta di professione di fede, in quanto si asperge la famiglia con l’acqua benedetta come ricordo del Battesimo e dell’adesione a Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza.
L’acqua benedetta viene solitamente distribuita in piccole bottiglie la domenica di Pasqua in Chiesa alla fine delle celebrazioni, per permettere a ciascuna famiglia di compiere questo piccolo ma significativo rito nella propria casa; è disponibile anche il libretto informativo.
Inoltre, i sacerdoti della parrocchia ogni anno nel mese di maggio visitano e benedicono personalmente le case di una zona del paese; quest’anno sarà la zona Casella – Baldoni.

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