San Giuseppe e san Biagio

La chiesa della nostra parrocchia è intitolata a san Giuseppe, mentre la vicina vecchia chiesa del paese, ora adibita ad oratorio, è dedicata a san Biagio. Si può dire, quindi, che san Biagio e san Giuseppe siano i nostri patroni.

Nella nostra parrocchia le sante Messe in onore di san Biagio vengono celebrate il 3 febbraio alle ore 7:30; 15:30 e alle 21:00. Al termine di ogni santa messa è possibile ricevere la benedizione della gola. San Giuseppe viene festeggiato il 1° maggio, giorno in cui tantissimi ragazzi ricevono Gesù Eucaristia per la prima volta.

Molti di noi sanno che san Biagio è venerato come protettore della gola e che san Giuseppe è stato il papà terreno di Gesù. Ma conosciamoli più da vicino!

SAN GIUSEPPE: Lo sapevate che… sangiuseppe2

  • Di lui non si sanno molte cose sicure, non più di quello che riportano gli evangelisti Matteo e Luca. Intorno alla sua figura si sbizzarrirono invece i cosiddetti vangeli apocrifi. Da molte loro leggendarie notizie presero però le distanze personalità autorevoli quali San Girolamo, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino. Vale la pena, però, di riportare una leggenda che circolò intorno al suo matrimonio con Maria. In quella occasione vi sarebbe stata una gara tra gli aspiranti alla mano della giovane. Quella gara sarebbe stata vinta da Giuseppe, in quanto il bastone secco che lo rappresentava sarebbe improvvisamente e prodigiosamente fiorito. Questo a significare come dal ceppo inaridito del Vecchio Testamento fosse rifiorita la grazia della Redenzione.
  • Il nome Giuseppe è di origine ebraica e sta a significare “Dio aggiunga”, ovvero “aggiunto in famiglia”.
  • Giuseppe è l’ultimo patriarca che riceve le comunicazioni del Signore attraverso la via dei sogni.
  • Lasciò probabilmente Gesù poco prima che iniziasse la vita pubblica, spirando serenamente tra le sue braccia. Non a caso viene venerato anche quale patrono della buona morte.
  • E’ il protettore di padri, carpentieri, lavoratori, moribondi, economi, procuratori legali, pionieri, senzatetto. Pio IX lo istituì patrono della Chiesa universale. Viene inoltre pregato contro le tentazioni carnali.
  • La sua festa solenne è fissata il 19 marzo, ma è festeggiato anche in campo sociale il 1° maggio quale patrono di artigiani e operai.
  • Moltissime chiese dichiarano di possedere sue reliquie: nella chiesa di Notre-Dame di Parigi ci sarebbero gli anelli di fidanzamento, il suo e quello di Maria; Perugia possederebbe il suo anello nuziale; nella chiesa parigina dei Foglianti si troverebbero i frammenti di una sua cintura…

SAN BIAGIO: Lo sapevate che…sanbia1

  • Si conosce poco della sua vita. Non conosciamo la data della sua nascita, ma sappiamo che era medico e vescovo della comunità di Sebaste, in Armenia, al tempo della “pax” costantiniana, ovvero nel periodo in cui si concesse la libertà di culto ai cristiani nell’Impero romano.
  • Si narra che operò numerosi miracoli. Tra gli altri, guarì prodigiosamente un bimbo a cui si era conficcata una lisca nella trachea: ecco perché ancora oggi viene invocato contro i mali della gola, tramite la speciale benedizione liturgica con due candele incrociate (anticamente si usava olio benedetto).
  • Morì martire intorno al 316, durante le persecuzioni dei cristiani nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Catturato dai Romani, fu picchiato e scorticato vivo con pettini di ferro usati solitamente per cardare la lana, ed infine decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo.
  • Le reliquie di San Biagio sono custodite nella Basilica di Maratea (Potenza), città di cui è santo protettore: vi arrivarono nel 723 all’interno di un’urna marmorea con un carico che da Sebaste doveva giungere a Roma, ma il viaggio fu poi interrotto a Maratea, unica città della Basilicata che si affaccia sul Mar Tirreno, a causa di una bufera. Qui i fedeli accolsero le reliquie in una chiesetta, che poi diventerà l’attuale basilica, situata sull’altura detta ora Monte San Biagio. Si racconta che le pareti della Basilica stillarono una specie di liquido giallastro che i fedeli raccolsero e usarono per curare i malati. Papa Pio IV riconobbe tale sostanza come “manna celeste”.
  • Si tratta di un Santo conosciuto e venerato tanto in Occidente, quanto in Oriente. Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Ciò è confermato dalla frequenza del suo nome nella toponomastica italiana e non solo.
  • Si festeggia il 3 febbraio e sono interessanti alcune tradizioni popolari tramandatesi nel tempo in occasione dei festeggiamenti del Santo: a Lanzara (Salerno) si mangia la famosa “polpetta di San Biagio”; a Cannara (Perugia) ci si sfida in antichi giochi di abilità popolani prima della solenne processione con la statua del Santo; a Fiuggi, invece, la sera prima, si bruciano le “stuzze” (grandi cataste di legna) in ricordo del miracolo che vide San Biagio far apparire delle finte fiamme nella città, tanto da indurre le truppe nemiche a ripiegare.
  • Oltre che essere protettore dei “mali della gola” è anche protettore delle messi. Si narra che nel 1542 il Santo salvò la popolazione di Salemi (Trapani) una grave carestia, causata da un’invasione di cavallette che distrusse i raccolti nelle campagne, intercedendo ed esaudendo le preghiere del popolo che invocava il suo aiuto; da quel giorno a Salemi, ogni anno, il 3 di febbraio si festeggia il Santo preparando i cosiddetti “cavadduzzi” (“cavallette”) per ricordare il miracolo e i “caddureddi” (la cui forma rappresenta la “gola”), che sono dei piccoli pani preparati con acqua e farina.
  • C’è una sua statua anche su una guglia del Duomo di Milano, la città dove in passato il panettone natalizio non si mangiava mai tutto intero, riservandone sempre una parte per la festa di san Biagio. E tuttora si vende a Milano il “panettone di san Biagio”, che sarebbe quello avanzato durante le festività natalizie.

Fonte: www.santiebeati.it

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