In viaggio verso Roma

Una testimonianza di questo pellegrinaggio

Lunedì 25 gennaio 2016 ore 5.30: tutto pronto per la partenza del pellegrinaggio a Roma.

Molti volti conosciuti, altri solo intravisti per le vie di Bovolone.

Tante le aspettative per questo viaggio, soprattutto perché era la mia prima volta nella città di Roma. Papa Francesco era il nostro focus, ma arrivati nella capitale, abbiamo subito visitato la chiesa di Santa Maria Maggiore, la prima delle quattro basiliche maggiori, assieme a San Pietro, San Paolo fuori le mura e San Giovanni in Laterano. È qui dove è iniziato il vero pellegrinaggio, attraverso il passaggio di questa Porta Santa. Don Paolo, il parroco che ci ha accompagnato in questo viaggio, ci ha fatto riflettere sul gesto e sull’importanza che avrebbe avuto dentro di noi attraversare questa porta, che non poteva essere considerata una porta qualsiasi. Abbiamo visto tanta bellezza costruita da mani d’uomo, come dipinti e sculture, ma non dovevamo distogliere la bellezza di sentire dentro di noi quel cambiamento che la presenza di Gesù avrebbe portato nel nostro cuore.

Il secondo giorno, dopo una piccola processione, siamo entrati in San Pietro, sempre attraversando la Porta Santa. Dentro di me un grande stupore nel vedere quel raccoglimento e la preghiera che c’era all’interno di questa bellissima basilica. Abbiamo così professato la nostra fede sulla tomba di San Pietro, pilastro di tutta la chiesa.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la basilica di San Paolo, proprio all’indomani della festa della sua conversione: una “coincidenza” che ha favorito la riflessione e la comprensione di come anche per noi e per la nostra conversione, sia molto importante il dono della fede.

Arrivato il mercoledì la sveglia suonò presto: un appuntamento importante ci attendeva, l’incontro  con Papa Francesco! Un incontro che pur non essendo personale, ma in comunione con tanta gente, ha lasciato un forte segno dentro di me, perché quando l’ho visto mi sembrava guardasse solo me, come se sapesse che io ero li. Quel sorriso e quello stupore, come fosse stata la prima volta che passava in mezzo a tanta gente! Che grande emozione e quante lacrime sono scese! Le parole che ci ha regalato sono state anche motivo di dialogo durante il ritorno a casa, perché ad ognuno di noi ha detto qualcosa che lo ha personalmente colpito.

Oltre alla spiritualità abbiamo avuto anche momenti conviviali molto belli con dei “fuori programma”, come per esempio cantare tutti assieme la canzone “Che sarà” dei Ricchi e Poveri, al ristorante: è lì che abbiamo assaporato la vera simpatia e cordialità dei romani. Il ritorno lo abbiamo però prima affidato al Signore e a Maria con il Santo Rosario e i vespri e poi è stato passato in rassegna tutto il repertorio dei canti popolari dalla “Bella Gigogì” a “Quel mazzolin di fiori”e via dicendo fino a casa.

Questo pellegrinaggio nell’anno della Misericordia è veramente un modo per capire, valorizzare e mettere in pratica questo dono, per far si che questo anno non passi senza aver lasciato anche un piccolo segno dentro di noi. Un Grazie alla nostra parrocchia per tutto quello che organizza e un grazie a Don Paolo per averci accompagnato e fatto da seconda guida.  GRAZIE

 

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