La vita interiore degli sposi
Dalla contemplazione della Trinitą al vivere la dinamica trinitaria nella coppia
di Luisa e Matteo
Dalla contemplazione della Trinità al vivere la dinamica trinitaria nella coppia
Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l'insegnamento fondamentale ed essenziale nella "gerarchia delle verità" di fede". Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato". Questo passaggio del Catechismo della Chiesa Cattolica è l’incipit di questa meditazione. La Trinità, la Sua contemplazione, ci introduce, quindi, nel cuore della fede e della vita cristiana. In Essa è racchiusa tutta la nostra storia: ciascuno, prima di essere concepito e atteso dai genitori è stato pensato e amato da Dio, col Battesimo reso partecipe della vita Trinitaria e il cammino costantemente illuminato dalla luce Trinitaria.
In molti brani della scrittura viene ricordato come la Trinità dimori nella vita di ciascuno. Ad esempio possiamo citare un versetto del Vangelo di Giovanni (Gv 14, 21.23) nel discorso di addio a discepoli in cui Gesù dice “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui» … «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 
Il Battesimo, quindi, non è banalmente una prova di ammissione all’elite dei figli di Dio bensì diventa l’occasione per cominciare a coabitare con la Trinità
Tale esperienza è garantita dallo Spirito Santo ricevuto che si fa presenza ogni qualvolta lo invochiamo.
Negli sposi questa relazione/tensione con la Trinità avviene anche tra il NOI di coppia e il NOI Trinitario. Si aprono orizzonti nuovi, sentieri inesplorati nella vita spirituale coniugale e, sospinta dal vento dello Spirito, ciascuna coppia può incamminarsi sulla strada che conduce verso l’infinito, dov’è possibile dissetarsi alla Fonte dell’infinito Amore.
Gli sposi che accettano di incamminarsi su questa strada, mediante un’intensificazione della vita spirituale, “armati” di una preghiera che diviene dialogo e con una coscienza nuova, non solo comprendono ma fanno vera e propria esperienza della Trinità “domestica”. In un attimo annullano il tempo e sono ricollocati nell’Eden dove, come si legge nella Bibbia, “Dio passeggiava con loro”. La coppia è chiamata a “ritornare a casa” perché solo relazionandosi col Noi Trinitario può comprendere la propria identità, la propria origine e destino di coppia, appunto.
Nella storia di ciascuna coppia c’è un momento preciso in cui cambia in maniera definitiva il loro essere davanti a Dio, quindi alla Trinità. Questo momento corrisponde all’effusione dello Spirito Santo sulla relazione che avviene nella celebrazione del Sacramento delle Nozze. Fino ad allora, infatti, gli innamorati avevano imparato a contemplare reciprocamente la bellezza di Dio nell’altro/a, maturando un reciproco amore, rispetto e fiducia. Con il l’effusione Sacramentale passano dalla reciproca contemplazione della presenza al “formare assieme” l’immagine e somiglianza della Trinità. La Trinità quindi non è un soggetto estraneo e lontano dalla coppia ma ne rappresenta il “codice genetico”, il modo migliore per descriverla e per indicare l’orizzonte verso cui camminare. La coppia è di casa nella Trinità.
La relazione coniugale è coinvolta nell’amore Trinitario ed è resa capace, per la forza dello Spirito Santo, di farsi pane spezzato.
Ci sono delle scelte, degli impegni (potremmo dire dei trucchi) che aiutano la coppia a scorgere e a far fruttificare questa ricchezza nella quotidianità familiare (e non solo). Potremmo sintetizzarli in tre affermazioni:
- amore sempre donante: vivere centrandoci non su noi stessi, sulle nostre esigenze, bensì su quelle del coniuge (è il contrario di egocentrismo ed egoismo, e si coniuga bene con i offrire, fare per primo/a, accorgersi);
- amore sempre accogliente: è l’amore del perdere, del donare senza contabilizzare le perdine, è svuotarsi (senza annientarsi) per costruire una dimora per il coniuge (è il contrario di pretendere, di arrogare dei diritti e declina con azioni concrete quali fare per primo/a una cosa che all’altra/o non piace, stirare per amore, chiudere il sacchetto dell’umido senza che venga richiesto/imposto);
- cercare l’unità a tutti i costi: non rinunciando all’identità dei singoli, avere come obiettivo il bene della coppia; nelle decisioni porsi come parametro l’unità di coppia (questa scelta, questa azione fa migliorare o peggiorare la salute di coppia?).