25
April
2012
...Grazie Maria per la Tua presenza...
Una testimonianza del pellegrinaggio a Medjugorie del 25 aprile 2012
Mercoledì 25 aprile 2012.
Partenza ore 5,00 dal piazzale Scipioni. Destinazione Medugorje.
E’ un viaggio carico di attese, di domande, di preghiere per me e chi mi sta accanto in questa grigia mattina; preghiere per chi, purtroppo, non c’è più, per chi soffre nel corpo e nel cuore, per chi ho lasciato a casa. Incontro visi e sorrisi di persone che già avevo conosciuto e volti nuovi; tutti con caratteristiche e percorsi di vita molto diversi fra loro ma resi uguali da una luce di speranza che brilla nei loro occhi e che ti apre il cuore: è il primo dono che ricevo all’inizio di questo pellegrinaggio che Maria ha reso possibile, nonostante le difficoltà, anche quest’anno.
Durante il viaggio, il sole, a fatica, si fa spazio nel cielo ma poi ci accompagnerà sempre in questi giorni di permanenza a Medugorje. Maria ci chiama qui, invitandoci a vivere e condividere con semplicità questi pochi giorni perché possano arricchire la nostra vita.
Il S. Rosario la sera davanti alla Croce Blu, la salita sul monte Podbrdo, la Via Crucis sul Krizevac, l’Adorazione Eucaristica, la visita alle diverse comunità del luogo, la celebrazione della S. Messa, i preziosi momenti trascorsi a pregare in solitudine, lo stare insieme durante la cena, le parole pronunciate e non, le strette di mano e gli abbracci, i sorrisi durante il giorno, le lacrime nella notte…. In tutto questo Lei era sempre presente, era accanto a noi, li viveva con noi...
Ho avuto la gioia e il privilegio di poter ascoltare le diverse testimonianze che sono emerse durante il viaggio e credo sia proprio questo uno dei doni più preziosi che ho ricevuto in questi pochi giorni: il vedere come Maria riesce a toccare nel profondo il cuore delle persone per avvicinare questi cuori sofferenti a Gesù. Persone che, nonostante le difficoltà e le cadute, animati da una fede ritrovata o rinnovata, stanno chiedendo e ricevendo la forza per andare avanti, affidandosi completamente al Signore.
Maria ci dice che, sì, tu sei anche così, con i tuoi limiti, con le tue fragilità, con i tuoi peccati che tanto detesti e altrettanto ami; peccati dai quali ti allontani ma che poi ti mancano… ma sei anche chiamato a riconoscere e accettare questo tuo peccato, questo tuo dolore che fa parte di te, che è necessario per capire come arrivare ad amare in modo autentico e non egoistico. Perché “Amare” significa “donare senza riserve ” e, talvolta, perdere tutto, come ha fatto Maria davanti al Figlio in croce; come ha fatto Gesù sacrificando, per Amore, la Sua vita sulla croce. Forse il mio peccato più grave è quello di chiudere il cuore, imprigionando e soffocando il dolore, mentre Maria mi chiede di aprirlo per far entrare Gesù che, come ha abbracciato con Amore la Sua croce, vuole abbracciare, con altrettanto Amore, anche quella che portiamo dentro.
PreghiamoLa sempre con fiducia e con la semplicità dei bimbi che si affidano a Lei, perché ci avvicini a Gesù, e “se oggi, non riesco a pregarTi con le labbra, né con la mente, né con il cuore, m’inginocchio davanti a Te perché almeno con il mio corpo io riesca a pregarTi”.
… e se i “perché” di tante situazioni rimangono ancora senza risposta, Maria aiutami a scegliere l’Amore e a chiedere la gioia, non per me, ma per le persone che porto nel cuore in ogni momento.
Un pellegrino