2 Febbraio: Presentazione Gesù al tempio

Il 2 febbraio, la Chiesa Cattolica, celebra la presentazione di Gesù al Tempio. Viene presentato da Maria e Giuseppe in quanto Egli è il primogenito della coppia. La liturgia di oggi celebra anche la vita consacrata; prega per tutte le persone (religiosi o non) che si sono consacrati completamente a Dio. Il 2 febbraio è chiamato anche il giorno della candelora, perché oggi vengono benedette le candele per le benedizioni della gola che si benediranno, domani giorno di San Biagio.

Che cos’è la presentazione di Gesù ual Tempio?

La presentazione di Gesù al Tempio è più un mistero doloroso che gaudioso. Maria «presenta» a Dio il figlio Gesù, glielo «offre». Comincia il mistero della sofferenza di Maria, che raggiungerà il culmine ai piedi della croce. La croce è la spada che trapasserà la sua anima. Ogni primogenito ebreo era il segno permanente e il memoriale della «liberazione» dalla grande schiavitù, perchè in quella notte i primogeniti in Egitto erano stati risparmiati. Gesù, il Primogenito per eccellenza, non sarà «risparmiato», ma col suo sangue porterà la nuova e definitiva liberazione. Il gesto di Maria che «offre» si traduce in gesto liturgico in ogni nostra Eucaristia, quando il pane e il vino che sono frutti della terra e del lavoro dell’uomo, ci vengono ridonati come Corpo e Sangue di Cristo. In quel gesto, contempliamo la salvezza di Cristo e viviamo nell’attesa della sua «venuta».

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 21-35)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Il Vecchio Simeone, mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 

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