GLI ATTEGGIAMENTI DELL’ASSEMBLEA

Perché stare in piedi, stare seduti e inginocchiarsi? All’interno della celebrazione Eucaristica l’assemblea  è invitata ad avere atteggiamenti comuni che ogni singolo cristiano deve compiere per un motivo molto preciso: anche l’assemblea durante la Messa nei gesti che compie celebra in unione con il sacerdote il sacrificio di Cristo. L’ordinamento generale del Messale romano (il libro in cui si trovano scritte le regole e le attenzioni da avere per celebrare l’Eucaristia), al numero 42 dice: “L’atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell’unità dei membri della comunità cristiana riuniti per la santa liturgia: manifesta infatti e favorisce l’intenzione e i sentimenti dell’animo di coloro che partecipano”. Partecipare alla Messa non è un fatto solo di pensiero e sentimenti, ma si rende visibile anche negli atteggiamenti del corpo: l’attenzione che mettiamo nel compiere i gesti esteriori ci dice in che modo stiamo vivendo, se con attenzione o svogliatamente, l’incontro con il Signore. Ma quali significati hanno lo stare in piedi, lo stare seduti e il mettersi in ginocchio? 

Lo stare in piedi è un atteggiamento molto importante nel suo significato. Significa che non solo si è credenti adulti davanti a Dio, ma soprattutto che per mezzo del Battesimo, si è già risorti attraverso Cristo e con Cristo. Sant’Agostino diceva: “Noi preghiamo in piedi perché è segno di risurrezione”.

Lo stare seduti, anche nella vita di ogni giorno, indica il riposo; durante la Messa il sedersi, ad esempio durante la proclamazione della Parola di Dio e dopo aver ricevuto la Comunione, servono per aiutare ad ascoltare Dio che parla a ciascun fedele, e nei momenti di silenzio a favorire la preghiera personale. Perciò i momenti dove si è seduti non sono pause all’interno della celebrazione, ma tempi per pregare e canalizzare tutti i nostri pensieri e sentimenti all’incontro con il Signore.

Il mettersi in ginocchio indica l’atteggiamento di adorazione di chi si sente piccolo e umile dinnanzi a quel pane e vino che consacrati diventano la presenza reale di Gesù, il Figlio di Dio. Di fronte al mistero della salvezza che Dio opera per ogni uomo non si può che mettersi in ginocchio per adorare e ringraziare Dio per le meraviglie che ha operato e opera per i suoi figli.

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