Una lettera dal Mozambico

Pubblichiamo  una lettera ricevuta in redazione da don Alessio Lucchini, sacerdote che ha svolto alcuni anni del suo sacrificio nella nostra comunità dal 2001 al 2005.

02 novembre 2017

Carissimi come va?

Scrivo due righe per un saluto e per raccontare come va la vita da questa parte del mondo
Qui a Namahaca (Mozambico), dove sono insieme a 3 suore della Sacra Famiglia di Leopoldina Naudet, stiamo bene e siamo in fermento per preparare l’arrivo dei nuovi missionari l’8 di novembre. Si tratta di organizzare la missione per accogliere 4 persone (don Manuele, don Francesco, Michela e Arianna) che condivideranno l’impegno missionario nell’attività pastorale e nella promozione umana. Praticamente raddoppieremo le forze, ma questo richiederà uno sforzo per l’inserimento e l’adattamento. Sarà una grande sfida e l’occasione per poter dare un importante contributo alla crescita missionaria di questa diocesi di Nacala e anche della nostra.

La situazione politica sembra un poco migliore, dopo un periodo prolungato di tensione politica sfociata anche in confronti armati tra esercito e opposizione e attentati che hanno fatto vittime soprattutto nella parte centrale del paese (+ di 800 km da noi). Le parti in causa si sono accordate per un allentamento della tensione e soprattutto per una soluzione politica delle questioni in causa. Purtroppo però sono accaduti 2 eventi tristi e preoccupanti.

Il primo, il giorno in cui si celebravano gli accordi di pace del 1992, il 4 di ottobre, è stato ucciso il presidente del municipio di Nampula, la capitale della nostra provincia. Sembra che si possa risalire ad una motivazione politica perché era un uomo che stava lavorando per il bene comune e diceva le cose in modo chiaro e netto, scomodo a molti dentro il suo partito e fuori. La polizia sta indagando. In Nampula i cittadini hanno fatto proteste e manifestazioni pacifiche, per chiedere verità e giustizia rapidamente. In alcuni momenti la polizia ha represso con la forza le manifestazioni, senza una reale motivazione per l’uso della forza.

Il secondo è accaduto a Macimboa da Praia, il 5 di ottobre, località all’estremo nord, prossima al confine con la Tanzania, credo più di 400 km da dove siamo noi. Un gruppo di 30 persone armato di macete e fucili ha preso d’assalto i comandi di polizia di quel comune creando il panico. Sono morte alcune persone tra polizia (4?), attaccanti (10?), e civili (2?) e alcuni feriti. Erano vestiti alla maniera araba, ma non è ancora chiaro quale sia stato il motivo di questo attacco. Dalle prime indagini ed informazioni sembra che fosse un tentativo di creare instabilità, senza però poter risalire a nessun gruppo internazionale di terroristi, vedremo l’evolversi delle indagini. Purtroppo anche le informazioni non sono molte e soprattutto sono pochi i canali che garantiscono una certa serietà e equità nel presentare le notizie.

Noi stiamo bene e qui a Namahaca e Nacala non ci sono segnali preoccupanti, molta di più è la tristezza per un paese e un popolo che desidera e cerca pace, ma è sempre ricacciato in un clima di tensione per colpa di alcuni approfittatori ed esagitati!

Ritornando alla nostra piccola realtà, nel mese di ottobre abbiamo celebrato la giornata mondiale delle missioni. Ogni comunità della parrocchia (71) ha celebrato con la liturgia della Parola la domenica e nel mese a seguire gli animatori delle comunità porteranno le offerte raccolte per inviarle alle Pontificie Opere Missionarie. Arriveremo forse a 15 o 20 €, ma come l’obolo della vedova del vangelo, non è importante per la quantità ma per la fede. È importante educare i cristiani di qui a non essere solo pronti a ricevere ma a saper dare secondo le loro possibilità.

È con questo criterio che stiamo ristrutturando la chiesa, il tetto, che aveva bisogno urgente e le pareti esterne. È in pratica l’unico edificio di culto in muratura di tutta la parrocchia, lo potremmo paragonare alla cattedrale per la nostra parrocchia di quasi 1500 km², costruito nei primi anni ’50, non ha mai ricevuto un intervento serio di ristrutturazione, se non dopo la guerra civile nel ’90, quando il governo ha restituito alcuni beni della chiesa che erano stati nazionalizzati. Alla fine tutta l’opera costerà più di 50 mila €, di questi circa 2000 sono frutto dello sforzo e della collaborazione dei cristiani della nostra parrocchia, il resto viene dalla generosità della chiesa di Verona. Purtroppo però il lavoro non sarà completo, mancherà l’interno, al quale ci dedicheremo quando Dio vorrà!

Un caro abbraccio e un saluto a tutti i parrocchiani, la preghiera ci aiuti a vivere la comunione dell’impegno missionario della nostra chiesa di Verona.

Pe. Alessio Lucchini

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